{"id":864,"date":"2024-07-25T09:57:17","date_gmt":"2024-07-25T07:57:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.comunedemo.it\/pacedelmela\/?page_id=864"},"modified":"2024-07-25T09:57:17","modified_gmt":"2024-07-25T07:57:17","slug":"arte","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.comunedemo.it\/pacedelmela\/vivere-il-comune\/arte\/","title":{"rendered":"Arte"},"content":{"rendered":"<div class=\"col-12\">Oggi non rimane pi\u00f9 alcuna traccia della chiesa di <strong>S. Pietro di Dr\u00ecsino<\/strong>\u00a0n\u00e8 di quelle di\u00a0<strong>S. Maria<\/strong>\u00a0e di\u00a0<strong>S. Nicola<\/strong>. Doveva, comunque, trattarsi di chiesuole adibite alle occasionali necessit\u00e0 di culto dei possessori del feudo che normalmente risiedevano a Messina. Le pi\u00f9 antiche strutture architettoniche esistenti sono ubicate a Camastr\u00e0 (il vetusto\u00a0<a href=\"https:\/\/comune.pacedelmela.me.it\/turismo\/palazzo-gordone\/\"><strong>palazzo baronale dei Gordone<\/strong><\/a>, ristrutturato nel 1706 ed oggi ormai cadente, e la chiesetta della\u00a0<strong>Madonna dell\u2019Abbondanza<\/strong>, costruita nel 1720 ed ancora adibita a luogo di culto).<\/div>\n<div class=\"col my-3\">\n<p>Pi\u00f9 numerose, ovviamente, sono le testimonianze della lunga presenza benedettina, a cominciare dalla\u00a0<a href=\"https:\/\/comune.pacedelmela.me.it\/turismo\/chiesa-parrocchiale-ss-maria-della-visitazione-1763\/\"><strong>Chiesa Parrocchiale di Santa Maria della Visitazione (1763)<\/strong><\/a>, al cui interno sono custodite diverse tele di autori ignoti della seconda met\u00e0 del Settecento. Nella sacrestia si possono ammirare due dipinti, anch\u2019essi databili alla seconda met\u00e0 del XVIII secolo. Il primo costituisce l\u2019unico ritratto su tela esistente dell\u2019arcivescovo di Messina monsignor Gabriele Maria Di Blasi (1712-1767), l\u2019altro raffigura il priore benedettino Don Giacomo Crisafi, cellerario e decano del Monastero di S. Placido Caloner\u00f2 all\u2019epoca della costruzione della chiesa stessa.<\/p>\n<p>Fanno da corona all\u2019edificio sacro il\u00a0<a href=\"https:\/\/comune.pacedelmela.me.it\/turismo\/palazzo-pugliatti\/\"><strong>Palazzo Pugliatti<\/strong><\/a>, antico cenobio dei frati Cassinesi, l\u2019artistica<a href=\"https:\/\/comune.pacedelmela.me.it\/turismo\/fontana-del-cavalluccio-marino\/\">\u00a0fontana ottagonale del\u00a0<strong>Cavalluccio marino<\/strong><\/a>\u00a0(XVIII sec.) che adorna la parte pi\u00f9 elevata della Piazza Visitazione ed il\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/comune.pacedelmela.me.it\/turismo\/palazzo-capri\/\">Palazzo Capr\u00ec<\/a><\/strong>, oggi sede della Biblioteca Comunale, il cui patrimonio librario ammonta ad oltre 5000 volumi. Altre strutture collegate alla presenza benedettina sono il vecchio complesso rurale denominato \u201cCase Monaci\u201d, al confine con Soccorso ed il caratteristico \u201cBaglio\u201d (dietro il Municipio), vasto cortile rettangolare, un tempo circondato da magazzini, frantoi e palmenti, punto di riferimento di tutta l\u2019attivit\u00e0 agricola del \u201cfeudo\u201d.<\/p>\n<p>Appartengono agli ultimi decenni dell\u2019Ottocento alcuni palazzi signorili, ancora discretamente conservati: il\u00a0<strong>Palazzo Lo Sciotto<\/strong>, nei pressi della Piazza Municipio; i due\u00a0<strong>villini<\/strong>\u00a0delle famiglie\u00a0<a href=\"https:\/\/comune.pacedelmela.me.it\/turismo\/villa-certo-e-villa-crimi\/\"><strong>Certo<\/strong>\u00a0e\u00a0<\/a><strong>Crimi,<\/strong>\u00a0in stile Liberty, sulla via Statale a Giammoro; la\u00a0<strong>Villa Sturiale<\/strong>\u00a0in contrada Catenella. Degli inizi del \u2018900 sono altri due edifici sacri: la\u00a0<strong>Chiesa del Redentore<\/strong>\u00a0a Pace Centro e la\u00a0<strong>vecchia Chiesa Parrocchiale della Madonna del Rosario<\/strong>\u00a0a Giammoro.<br \/>\nIn passato il territorio comunale era disseminato di strutture legate alle attivit\u00e0 agricole degli abitanti: frantoi, palmenti, mulini ad acqua, \u201csenie\u201d (norie).<\/p>\n<p>Oggi rimangono soltanto poche tracce qua e l\u00e0: una masseria in contrada Liparano, una \u201csenia\u201d e un mulino in contrada Laino, la \u201c<strong>Villa Lo Sciotto<\/strong>\u201d in contrada Don Gaspano. Conserva ancora la sua originale conformazione il caratteristico\u00a0<strong>\u201cborgo\u201d<\/strong>\u00a0di\u00a0<strong>Finata II<\/strong>, gruppetto di case tipicamente agricole, adagiato alla base del\u00a0<a href=\"https:\/\/comune.pacedelmela.me.it\/turismo\/serro-finata\/\"><strong>Serro Finata<\/strong><\/a>. All\u2019industria dei laterizi, un tempo fiorente, \u00e8 legata la presenza di diversi stabilimenti dismessi, tra i quali va segnalato l\u2019<strong>opificio Presto<\/strong>, in contrada Catenella, raro esempio di fornace tipo Hoffmann. Di\u00a0 in quando, nel corso di sbancamenti, affiorano dal terreno testimonianze pi\u00f9 antiche che fanno pensare ad insediamenti di epoca greco-romana: l\u2019esempio pi\u00f9 tangibile \u00e8 rappresentato da un\u00a0<strong>serbatoio idrico<\/strong>\u00a0di forma rettangolare, in contrada Don Gaspano, databile al I sec. a.C.<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oggi non rimane pi\u00f9 alcuna traccia della chiesa di S. Pietro di Dr\u00ecsino\u00a0n\u00e8 di quelle di\u00a0S. Maria\u00a0e di\u00a0S. Nicola. 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